Mentorship retribuita: il modello 2025
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Il nuovo paradigma della formazione on-the-job
Nel 2025, un numero crescente di aziende sta adottando una soluzione innovativa per affrontare il problema dell’onboarding di nuovi assunti: i contratti di mentorship retribuita con ex dipendenti. Questa pratica, già in fase sperimentale presso multinazionali come Siemens, IBM e Generali, si sta diffondendo anche tra le PMI italiane, trasformando il know-how aziendale in un asset circolare e monetizzabile.
Perché coinvolgere ex dipendenti
Secondo una ricerca di Gallup, solo il 12% dei dipendenti afferma che la propria azienda gestisce correttamente l’onboarding. La dispersione di conoscenze tacite, tipica dei processi di turnover, è tra le principali cause di inefficienza nei primi sei mesi di impiego. Gli ex dipendenti, soprattutto se andati in pensione o passati ad altri ruoli, rappresentano una risorsa inestimabile: conoscono la cultura aziendale, le prassi interne e i flussi operativi.
Utilizzarli come mentor temporanei retribuiti consente di:
- Ridurre drasticamente il tempo di inserimento
- Limitare gli errori operativi iniziali
- Conservare conoscenze critiche non documentate
- Rafforzare il senso di identità aziendale
Come funzionano i contratti di mentorship retribuita
Nel modello 2025, il contratto di mentorship viene strutturato come una collaborazione a progetto o una prestazione occasionale a seconda della durata e dell’impegno richiesto. La durata media va da 3 a 6 mesi, con un impegno settimanale di 8-12 ore. Le attività principali includono:
- Sessioni di affiancamento 1-to-1
- Revisione di documenti e processi
- Formazione informale e storytelling aziendale
- Supporto nei primi progetti operativi
Un esempio concreto arriva da Enel, che ha lanciato nel 2024 il programma “Reconnect”. Ex manager in pensione vengono coinvolti per formare giovani ingegneri neoassunti, ottenendo compensi tra i 700 e i 1500 euro mensili a seconda del ruolo. Il risultato? Un aumento del 35% nella retention dei nuovi assunti entro il primo anno (fonte Enel).
Vantaggi per tutte le parti coinvolte
Per le aziende
Adottare questo modello consente di:
- Ridurre i costi di formazione strutturata
- Velocizzare il time-to-productivity
- Preservare la cultura organizzativa
Per i mentor
Gli ex dipendenti ottengono:
- Una fonte di reddito flessibile
- Il riconoscimento del proprio valore
- La possibilità di restare attivi professionalmente
Per i nuovi assunti
I benefici includono:
- Un onboarding più umano e personalizzato
- Accesso a conoscenze non scritte
- Un punto di riferimento al di fuori della gerarchia
Come implementare un programma di mentorship efficace
Per introdurre con successo un sistema di mentorship retribuita, le aziende dovrebbero seguire questi passaggi:
- Mappatura delle competenze critiche: identificare le conoscenze tacite a rischio di dispersione.
- Database di ex dipendenti: creare un archivio aggiornato con disponibilità, competenze e settori di esperienza.
- Definizione dei KPI: misurare l’efficacia del mentoring su parametri come retention, performance e soddisfazione.
- Formazione dei mentor: anche l’esperienza richiede metodo, quindi fornire linee guida su comunicazione, feedback e gestione delle sessioni.
Secondo una survey di LinkedIn Talent Solutions, i programmi di mentorship aumentano del 67% la retention dei dipendenti entro i primi 12 mesi. La mentorship retribuita si dimostra quindi uno strumento strategico per attrarre e mantenere i talenti più promettenti.
Un’opportunità anche per i professionisti in cerca
I professionisti over 55 in cerca di un rientro graduale nel mondo del lavoro possono proporsi come mentor freelance. Piattaforme come TalentAdvisors e ExpertMentor stanno nascendo proprio per mettere in contatto aziende e mentor esperti. Un profilo LinkedIn aggiornato, un portfolio di progetti seguiti e una lettera motivazionale mirata sono strumenti chiave per candidarsi.
Il futuro della formazione aziendale non passa solo per i corsi e-learning o i manuali PDF. Passa attraverso il capitale umano già esistente, spesso non più impiegato ma ancora prezioso. Il modello 2025 lo dimostra: le competenze non si perdono, si rimettono in circolo.
